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Pietroburgo in fermento non per il centenario della Rivoluzione, ma per Fifa2018

San Pietroburgo, 27 ott. (askanews) - La Rivoluzione d'Ottobre è stata 100 anni fa, la FIFA World Cup 2018 è invece tra poco più di sei mesi. E San Pietroburgo sembra preoccuparsi molto più della seconda che della prima. Anche perché la sfida per la Russia non è rappresentata semplicemente dai Mondiali di calcio 2018. La principale scommessa è turistica: aprirsi, riuscire a scrollarsi di dosso i ben noti cliché, trasformare il luogo comune del freddo nella tradizionale accoglienza russa e nel calore del suo popolo. Far conosce il Paese più esteso al mondo, con tutte le sue contraddizioni ma anche con una vastità e una varietà ineguagliabile. In questo senso San Pietroburgo è la prima sulle barricate nella battaglia per far conoscere e raccontare in maniera diversa la Russia. E se le celebrazioni per i 100 anni dell'Ottobre si vedono poco in giro, i preparativi per il massimo torneo calcistico fervono.Città di frontiera per vocazione e per nascita, la capitale degli zar è attualmente una delle mete turistiche più conosciute nel mondo. Non a caso ha vinto The World Travel Awards, l'Oscar per il settore turistico, conferito, citando la potenziale crescita e il futuro luminoso previsto per il luogo, che tra le altre cose, ha dato i natali a Vladimir Putin, presidente russo e forse il leader politico più longevo e riconoscibile al mondo.Già a dicembre 2016, senza troppo clamore, la città si è messa in tasca il titolo di destinazione culturale principale al mondo al World Grand Prix Grand Prix, aggiudicandosi inoltre il primo posto anche come città turistica europea leader dal 2015. Mentre per TripAdvisor è la meta numero uno in Russia, l'ottava in Europa e il suo Hermitage è il numero 3 tra i musei più amati, visitati e conosciuti del Pianeta. Ben collegata sia per via aerea, che per via marittima, San Pietroburgo è a 4 ore di treno da Mosca e 3,5 ore da Helsinki.Ma ovviamente la vera sfida è il prossimo campionato del Mondo di calcio. "La nostra società Slk Tour ha iniziato la preparazione della FIFA World Cup 2018 in anticipo" afferma Ekaterina Leonteva, executive manager. "Dall'anno scorso abbiamo partecipato attivamente agli eventi turistici e alle mostre internazionali, abbiamo cercato partner e contattando aziende in paesi stranieri. Oggi sono già conosciute le 23 squadre nazionali per la Coppa. Ci siamo concentrati su questi paesi e abbiamo già creato una vasta rete di partner per la distribuzione dei nostri tour per il Campionato del Mondo FIFA. Stiamo ancora cercando partner in paesi qualificati. Supponiamo che anche l'Italia partecipi al Campionato, quindi cerchiamo anche partner in Italia".La Russia ospiterà squadre e tifosi in 11 città. La geografia è molto ampia. Le distanze tra alcune città superano i 1000 km. "Pertanto - continua Leonteva - pensiamo a una logistica in grado di spostare i tifosi. In ogni città abbiamo anche organizzato un servizio rappresentativo con guide e rappresentanti multilingue. La cosa importante è la questione relativa a un passaporto fan speciale (FAN ID), che funziona come "visto russo" durante i giorni del Campionato. Se l'ID FAN non verrà applicato e emesso correttamente, il turista potrebbe avere problemi con le autorità di confine. Pertanto, forniamo anche servizi di consulenza".Nella città sul Baltico c'è aria di forte rinnovamento. Uno dei settori più fiorenti è proprio quello delle ristrutturazioni: se infatti le facciate presentano un'aria come nuova, gli interni dei tanti palazzi neoclassici richiedono grosse opere di riqualificazione. E fosse il simbolo più chiaro di questo processo è il complesso dello Smolnij con la sua cattedrale: l'edificio palladiano di San Pietroburgo ha svolto un ruolo importante nella storia della Russia. Commissionato all'architetto bergamasco Giacomo Quarenghi, fu costruito tra il 1806 ed 1808 per ospitare l'Istituto per Nobili Fanciulle, fondato con un decreto di Caterina la Grande nel 1764.Lo Smolnij fu il primo istituto di istruzione per donne della Russia. E a proposito di Rivoluzione, nel 1917 l'edificio è stato scelto da Vladimir Lenin come quartier generale dei Bolscevichi. Dopo il 1991, il palazzo è stato utilizzato come sede del sindaco (governatore dopo il 1996) e dell'amministrazione della città. Vladimir Putin vi ha lavorato dal 1991 al 1997, mentre era in carica Anatolij Sobchak. C'è poi la cattedrale della Resurrezione, conosciuta come cattedrale dello Smolnij, che è una delle più importanti chiese rococò di San Pietroburgo, costruita su progetto di Bartolomeo Rastrelli. Anche questa, tornata alla sua funzione di tempio dell'ortodossia, ma ancora un fase di rifacimento.Non che a San Pietroburgo ci sia totale assenza di celebrazioni della Rivoluzione d'ottobre. Forse è il posto migliore da dove partire per enumerare le diverse mostre è "Rivoluzione in Russia. 1917-1922" al museo della Storia politica russa. Poster, medaglie e armi documentano quello che accade e che viene vissuto oggi dalla maggioranza dei russi come una vera e propria tragedia lontana. L'Ermitage, il museo per eccellenza ha organizzato un evento intitolato "Il Palazzo d'inverno e l'Ermitage nel 1917" che ha aperto il 25 ottobre e che vedrà nelle prossime sere il palazzo imperiale colorato da una luce rossa, il colore della facciata all'era. Mentre il museo statale di storia di San Pietroburgo sta lanciando un programma speciale intitolato "Ispirazione in rosso". Il rosso è definito diceva Kandinskij è "vivo, acceso ed inquieto" e viene fondamentalmente collegato al tema dell'energia vitale. Ma nonostante tutte queste iniziative, e anche altre, non c'è eccitazione in giro per la cifra tonda di una data così storica. C'è invece grande attesa e fervore per la Coppa del mondo. E tutti nella capitale degli zar, guardano a quella.