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Il lago dei cigni da San Pietroburgo con uno dei corpi di ballo più noti

Il lago dei cigni da San Pietroburgo
con uno dei corpi di ballo più noti

Dalle grandi coreografie imperiali di fine ‘800 ai palcoscenici contemporanei di ogni parte del mondo. Il balletto russo di Marius Petipa, a cui si deve la nascita dei più grandi capolavori della storia del balletto moderno, è una forma d’arte in grado di sedurre e catturare ogni persona. Al maestro francese vanno attribuiti pilastri come La Bella Addormentata, Lo Schiaccianoci e Il Lago dei Cigni. Proprio quest’ultimo, il più entusiasmante tra i classici del genere, domani, sabato 6 gennaio, sarà in scena al Teatro Sociale in doppia replica, alle 18 e alle 21. In scena uno dei corpi di ballo più famosi al mondo, il Balletto di San Pietroburgo. La presenza della grande Natalia Lazebnikova, da anni solista al Teatro dell’Opera di Kiev e riconosciuta come étoile internazionale, rende l’appuntamento da non perdere. Le coreografie sono quelle originali di Petipa e Lev Ivanov, del 1895. Le scenografie si rifanno alla corte imperiale russa di quel periodo e mescolano realtà storica e fantasia gotica. Le scene del primo e secondo atto presentano uno stile classico fiabesco, quasi magico, gli altri due atti hanno un ambiente mistico, quasi lunare, dove si alternano attimi tenebrosi e giochi di ombre e luci.

Il lago dei cigni rappresenta la perfetta unione di coreografia e musica (di Cajkovskij). È stato uno dei pochi balletti al mondo a raggiungere una fama planetaria. Incarna tutti gli ideali del tardo Romanticismo: un principe combattuto tra l’ideale di un amore puro e la passione carnale, con due personaggi femminili agli antipodi: la pura Odette e la perfida Odile. Mentre la prima porta sul palcoscenico una danza eterea e raffinata, la seconda stupisce con i virtuosismi più estremi. Due personaggi femminili affidati alla stessa ballerina, che deve dare prova di sapersi calare sia nella danza pura e intensa di Odette sia nel virtuosismo della malvagia Odile, compresi i famosissimi trentadue fouetté che, eseguiti consecutivamente, danno prova della bravura e del livello artistico raggiunto dalla ballerina, sottolineandone la sua forza, resistenza fisica e tecnica.