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E adesso trema anche Tavecchio La sua salvezza Ancelotti o Conte

E adesso? Come prima mossa Carlo Tavecchio si metterà al telefono e chiamerà Antonio Conte, il commissario tecnico che non ha mai dimenticato. Gli ha già parlato in questi giorni, vissuti dal presidente federale con ansia, paura, vedendo tutto nero. Considerato il tonfo mondiale, ansia, paura e buio sono diventate realtà, quindi meglio affrontarla con la tempra di sempre, quella del combattente. Risolvere il problema Ventura è presto fatto: il commissario tecnico più sfortunato fa già parte già del passato, un passato da dimenticare. Come? Cercando il successore, mirando molto in alto. Si comincia da Conte e si arriva ad Ancelotti passando per Mancini: queste sono le tre idee di Tavecchio. Ne deve ovviamente realizzare una per tentare di mettere a tacere i suoi nemici, coloro che con qualche motivazione, ragione, pretendono le sue dimissioni da presidente della Federcalcio. Bisogna capirli, la sconfitta è epocale, la figuraccia è mondiale, un evento così sventurato non accadeva da 60 anni, il calcio italiano è messo male, da qualsiasi latitudine lo si osservi non c’è da star allegri. Lega serie A? Commissariata. Lega serie B? Forse s’è trovato un volenteroso presidente di serie B, ma ci traffica sopra da 9 mesi tra veti, controveti, coltellate naturalmente alla schiena, insomma azioni e gesti di serie b (con la minuscola). I diritti tv? Con questa crisi nata ieri sera a San Siro il problema si aggrava, visto che Tavecchio sarà molto, fin troppo, impegnato a difendere la sua poltrona. Ecco, perché ha bisogno di sventolare sotto gli occhi di chi sta già lavorando per silurarlo un sontuoso e prestigioso contratto con Conte-Ancelotti-Mancini.

Non sarà facile, perché Conte, attuale allenatore del Chelsea, gode di un generosissimo mercato internazionale, stessa solfa per Ancelotti, sì adesso a casa sua in Canada e in famiglia a riposarsi, ma anche lui corteggiatissimo dagli squadroni di mezza Europa e forse non ancora convinto di affrontare una esperienza sulla panchina azzurra. Discorso leggermente diverso per Roberto Mancini che è partito bene con il suo Zenit San Pietroburgo, l’avventura russa è sicuramente ben pagata e formativa, ma dopo aver allenato e vinto con l’Inter e il City (massì anche una Coppa di Turchia con il Galatasaray) potrebbe essere il più interessato a una proposta di Tavecchio: la Nazionale gli piace, quel posto gli fa gola. Anche lui costa tanto, ma Tavecchio ha già pensato a organizzare una cordata di sponsor in grado di sostenere la spesa per un big da panchina.

Un passo indietro: Tavecchio reggerà la forza d’urto che si oppone alla sua sosta alla guida della Federcalcio? Perché il problema è tutto qui: il consiglio federale, se ben motivato, potrebbe anche cambiare vento, fargli mancare il sostegno. La Lega Dilettanti, in mano a Cosimo Sibilia, gli resterà amica? Si pensa di sì. Ma il pensiero deve diventare un fatto... Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, si è già espresso, non certo a favore di Tavecchio: è sicuro (ed è giusto) che affronterà la questione. Come si può far finta di niente dinanzi a una crisi epocale? Le elezioni politiche avranno il loro peso. È sicuro. Ma qui ci fermiamo, è meglio...