San Pietroburgo Il portale ufficiale di San Pietroburgo è una guida importantissima per il viaggiatore!San Pietroburgo

Crollo di Genova, Toti: «No a uno Stato gestore. A questo Paese servono infrastrutture»

Dopo tre scudetti e una vittoria in Premier League, una coppa di Turchia con il Galatasaray, e l’ultimo ritorno all’Inter, a 52 anni Roberto Mancini ha deciso, dopo un anno di stop, di ricominciare dalla Russia. È partito subito forte, già in testa alla Prem’er-Liga con lo Zenit Pietroburgo e dopo 12 giornate è ancora imbattuto.

«Negli ultimi due campionati lo Zenit non è mai arrivato primo. Certo che ci proviamo, ma qui non è facile, come da nessuna parte. Siamo partiti molto bene, la stagione però è lunga e soprattutto ci sono tre mesi di stop. L’ultima giornata prima della pausa si gioca l’11 dicembre , poi si ricomincia a inizio marzo. A quel punto è tutto un altro campionato».

Il freddo, la stagione divisa in due tranche, una lingua difficile. Com’è la Russia vista da Mancini e perché ha scelto di andare lì dopo l’anno di pausa?

) dà una mano con la lingua».

«Non fatemi fare pronostici, ma spero che l’Inter faccia un bel match. I nerazzurri sono partiti bene, perché sono una squadra forte, che già si conosceva e ha cambiato meno del Milan. I rossoneri ora soffrono un po’, ci vuole tempo perché tutto giri nel modo giusto, però hanno lavorato bene sul mercato».

L’Inter di Spalletti ricorda molto quella di Mancini, che almeno all’inizio non giocava bene, ma non prendeva quasi mai gol e vinceva. Può giungere in fondo?

«Quando sono tornato, la mia era un’Inter da costruire. Partimmo bene è vero. Non so dove può giungere, ho visto solo la partita di Roma. Il Milan ora sta pagando un dazio più alto dell’Inter, ma ha qualità. Spero centrino entrambe l’obiettivo Champions League».

«Mah... Il Napoli è la squadra che ha più continuità, ha cambiato poco e assimilato il gioco di Sarri. La Juventus è sempre la più forte. Poi ci sono le altre: Roma, Inter, Milan. Senza dimenticare la Lazio che dà sempre fastidio a tutti».

«È la partita più sentita, la pressione l’avverti eccome: però alla fine vale sempre tre punti».

«Certo se l’Inter vince stacca i rossoneri di 10 punti: inizia a diventare un bel divario. Per questo credo che il Milan rischi qualche cosa in più».

Il calcio vive anche di episodi. Il suo ultimo derby lei lo perse 3-0, con Icardi che sbagliò un rigore sull’1-0 per i rossoneri. Passò dal possibile pareggio alla disfatta.

«Ecco appunto, dicevamo degli episodi. Il calcio è così e il derby soprattutto, più di altre partite. Puoi giocare meglio dell’avversario e perdere. In campo ci sono tanti campioni e ti possono risolvere la partita con un colpo».

«Icardi e Perisic nell’Inter sono sempre determinanti, Brozovic poteva aiutare con la sua imprevedibilità ma non ci sarà. Il Milan ha tanti giocatori importanti, anche Kalinic, se sta bene, può fare malissimo».

Lei allo Zenit, Spalletti all’Inter. Vi siete scambiati le panchine.

«Ma no, lui è andato via dallo Zenit ormai tre anni fa. Qui è cambiato molto, anche se gli italiani ci sono. Con Carrera, che allena lo Spartak Mosca, ogni tanto ci sentiamo e ci siamo incontrati».

«Mi pare vada discretamente, ho letto che qualche problemino ce l’ha ma va provata e lasciata lavorare».

«Qui gli stadi sono belli, accoglienti: per quello non ci saranno problemi. Si stanno preparando bene. Stanno finendo tutto: la Russia è pronta ad accogliere una manifestazione così importante».

«Ha perso il match con la Spagna e ci può stare. Ma in fondo l’importante è che si qualifichino, il resto sono solo chiacchiere. Vedrete che ce la farà».