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Emozione Criscito, ultimo saluto a San Pietroburgo e ritorno a Genova

A.Sch.

di commozione per un lungo capitolo di vita che si chiude. E un altro, ancora più intenso, che si sta per aprire. Sono giorni molto emozionanti per Mimmo Criscito, che ieri ha salutato ufficialmente lo Zenit San Pietroburgo dopo sette anni e 5 trofei vinti. Ha salutato tutti con la fascia di capitano al braccia, onore che si è conquistato insieme al rispetto e all’affetto del pubblico di San Pietroburgo con 225 gare giocate, 20 gol segnati e 30 assist. Con la maglia del Genoa si era fermato a 165, 10 reti fatte e 9 assist: adesso avrà la possibilità di rimpinguare il bottino rossoblù, visto che dal prossimo luglio tornerà ufficialmente al Grifone.

Contratto di 5 anni, più 3 da dirigente o tecnico delle giovanili: il suo futuro è a Genova, città che lo ha adottato e dove ormai vive la sua famiglia. Ieri al suo fianco c’erano la moglie Pamela e i figli Alfredo e Alessandro, a loro volta promettenti calciatori, che lo hanno accompagnato nel giro d’onore, una volta concluso il match (6-0 all’Fk Chabarovsk). «Oggi hai avuto la conferma di ciò che di buono hai dato e lasciato in questa splendida città, San Pietroburgo. Erano tutti lì, a sostenerti a ringraziarti ad applaudirti a piangere , perché in ogni posto in cui vai lasci il segno (...) Sei grande capitano e ti auguro di esaudire ogni sogno ancora non realizzato, sono sicura che nei prossimi anni raggiungerai moltissime soddisfazioni e sappi che io sarò al tuo fianco (...)», è il messaggio pubblicato da Pamela, che Mimmo ha conosciuto a Genova. La famiglia Criscito torna quindi alla base, dopo aver rifiutato le ricche offerte di Inter, Fenerbahce e Galatasaray. Troppo forte la voglia di tornare a casa, adempiendo così alla promessa fatta nel 2011, quando l’allora Capitan Futuro salutò il Grifone garantendo che un giorno sarebbe tornato. Così è stato e sabato Criscito sarà in tribuna al Ferraris, per riprendersi il suo palcoscenico. E tornano a circolare le voci su una futura collaborazione dello stesso Criscito con il Molassana per l’apertura di una scuola calcio al Ca’ de Rissi.

Ieri lo Zenit ha salutato Criscito ma anche Mancini, tecnico che a San Pietroburgo ha molto deluso e che ha rinunciato a un bel po’ di milioni pur di andare a fare il ct della Nazionale. Un anno fa fu lo stesso Mancini a chiedere a Criscito, già diretto al Genoa, di restare ancora un anno. Adesso è facile pensare che i due si ritroveranno presto in Nazionale, di cui Criscito dovrebbe diventare uno dei punti fermi. Il rapporto tra il difensore napoletano e la magli azzurra è stato sempre molto tribolato, tra convocazioni, spedizioni sfortunate (Mondiale 2010), inchieste giudiziarie poco prima della partenza per il ritiro (Euro 2014). Momenti felici e lunghi periodi di oblio e amarezza. Adesso c’è la possibilità di rimediare, con Mancini in panchina.