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La polizia di San Pietroburgo chiude il consolato di uno stato inesistente che operava da tre anni

L'ente fasullo era stato costituito da una banda di truffatori allo scopo di vendere documenti falsi

I poliziotti russi hanno arrestato alcuni membri di un’associazione per delinquere finalizzata al traffico di documenti falsi. I criminali hanno “inaugurato” 3 anni fa a San Pietroburgo il “consolato” di uno stato inesistente “Regno ASPI” (“Libera isola ASPI”) e rilasciavano agli immigrati, per lo più irregolari, i documenti che permettevano loro di legalizzarsi in Russia. Sfruttando l’accordo di unione tra Russia e Bielorussia che permette la libera circolazione di persone, il consolato “attestava” che i cittadini del “Regno ASPI” erano registrati a Minsk, fornendo i propri “sudditi” di certificati appositi.

I “diplomatici” impostori rilasciavano anche i passaporti del proprio stato-fantasma che, secondo la copertura, si trovava nei Caraibi, e anche patenti di guida. In un caso documentato la polizia ha fermato un conducente con la patente rilasciata dal “Regno ASPI”, multandolo di 100 euro e portandolo dal giudice per guida con documento falso. Il giudice però ha annullato la multa, deliberando il rilascio del trasgressore, poiché i poliziotti non sono riusciti a provare l’inesistenza dello stato. La tariffa per questo commercio di documenti variava dai 250 ai 1.500 euro. Tra gli acquirenti cittadini di Uzbekistan, Tagikistan, Pakistan e Afghanistan, ma anche altre persone sprovviste di documenti. La polizia ha aperto un’inchiesta per truffa.