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Al Musinf lo scultore Viacheslav Kovalenko dell’Accademia di Belle arti di San Pietroburgo

Racconta gli anni della sua formativa esperienza fotogiornalistica

“Anche per l’estate 2018 proseguono al Musinf gli incontri con importanti protagonisti delle arti contemporanee” annuncia la fotografa Anna Mancini, dell’associazione “Io Fotoreporter/Donna”.


Infatti il calendario del Musinf, dopo l’convegno con Tristano di Robilant, prevede per venerdì 3 agosto, alle ore 21, che Giorgio Pegoli, coordinatore del corso di fotogiornalismo, il prof. Bugatti, direttore del Musinf e la stessa fotografa Anna Mancini approfondiranno l’interessante iter formativo nel campo del fotogiornalismo di Viacheslav Kovalenko, che è un autore assai conosciuto per le sue sculture monumentali, presenti sia in Russia sia in Cina. Kovalenko insegna scultura all’Accademia di belle arti di San Pietroburgo e composizione nel laboratorio delle medaglie alla Zecca.

Con Viacheslav Kovalenko ci sarà anche la moglie Lyuba Krasnoselskaya, che parla benissimo l’italiano, essendo interprete oltre che critico e storico dell’arte. Viacheslav Kovalenko è membro dell’Unione degli Artisti della Russia, vive e lavora a San Pietroburgo. E’ nato nel 1970 a Makhachkala (Kaukaso, USSR). E’ vissuto fino 1985 nella città di Piatigorsk.

In lui l’interesse per le arti visive si è manifestato fin dalla giovanissima età. Dal 1981 al 1985 ha frequentato il gruppo “Plamja”, una scuola per giovani giornalisti in cui oltre a scrivere articoli, si facevano fotografie per le notizie di cronaca, si creava il design del giornale, che veniva pubblicato “Questa esperienza ha rappresentato per lui un’ottima formazione per iniziare a lavorare nel campo della fotografia”, Si tratta di un”esperienza che ha portato avanti anche durante il suo servizio militare nell’esercito sovietico, dove ha ricoperto il ruolo di fotografo ufficiale, seguendo anche la parte cinematografica della proiezione di film.

Negli stessi anni si è iscritto al “Liceo Artistico di Nikolaj Rerikh” di Leningrado, frequentando la scuola di scultura di Viktor Novikov. Nel 1996 è stato ammesso all’Accademia di Belli arti di San Pietroburgo, dove nei seguenti sei anni si è formato con i grandi maestri della scuola sovietica e russa, quali Mikhail Anikushin, Boris Plenkin e Serghey Kubasov. Le prime opere che realizza sono di legno, materiale lavorato a lungo da Kovalenko prima nel campo dei paquette artistici, realizzati fin dagli anni del liceo per l’Ermitage ed il Palazzo di Caterina di Tsarskoe selo, poi creando statue e bassorilievi decorativi per il palazzo privato degli zingari a San Pietroburgo. Dopo il dottorato concluso nella facoltà di scultura, è entrato nella stessa facoltà come docente di grado superiore, posizione che ricopre tuttora. Negli anni 2001, 2002, 2012 e 2014 V. Kovalenko ha partecipato a Simposi Internazionali in Cina, realizzando le statue di marmo che sono entrate a far parte della decorazione dei parchi di Pechino e di Yantin ed i bronzi “I lottatori” e “Guerriero solitario” collocati nei parchi di Chanchun e di Changsha.

La passione di Viacheslav Kovalenko per l’arte del ritratto è nata con la conoscenza con un famoso ballerino e coreografo Nikita Dolgushin, un grande amico di Baryshnikov e Nuriev. Proprio la conoscenza con il maestro ha fatto rinascere anche la sua passione della giovinezza per la fotografia. E’ stato in questo periodo, che Viacheslav Kovalenko ha lavorato come fotografo ufficiale del Teatro Statale dell’Opera e Balletto del Conservatorio di San Pietroburgo ed ha scattato immagini durante i balletti di Nikita Dolgushin, tra cui Il lago dei Cigni, La Cenerentola, Giselle, Lo schiaccianoci, Carmen ed i balletti di era di Serghey Djaghilev, “restaurati” dal maestro. Durante questa collaborazione è nata l’idea di realizzare il ritratto del maestro, che ha posato qualche volta. Il modello del ritratto, scolpito poi nel marmo, è ora nel foyer del teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo.

Il ritratto di Serghey Djaghilev non è l’unico realizzato da Kovalenko. Tra le sue opere figurano i ritratti del sassofonista italiano Federico Mondelci, che ha posato quando era presente a San Pietroburgo e quello dedicato al grande maestro Alberto Zedda, creato non dal vivo, ma dopo lunghi studi di foto e filmati, Un’altra pagina dell’arte di Viacheslav è rappresentata dalla realizzazione di monumenti. Negli ultimi anni ha sviluppato i rapporti con l’Italia, portando gli studenti al Premio Manucci ad Arcevia e facendo i master-class all’Accademia di Macerata. La scultura rimane sempre la sua passione della vita.