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Stereotipi

Il parassita

Lo scenario

Con il cadere dell’Unione Sovietica durante gli anni novanta la Russia incominciò ad aprire le porte agli stranieri, allentando le norme che durante il periodo del regime comunista di fatto andarono a creare una barriera tra est e ovest, impedendo la libera circolazione di persone. Ecco quindi che incominciarono ad arrivare nell’ex unione sovietica frotte di pseudo-imprenditori muniti di collant e calze a rete da omaggiare alle donne in cambio d’un po’d’amore.
Inizialmente i primi ad approdare nella ex Unione Sovietica furono personaggi con un forte intuito e spirito imprenditoriale da un lato, ma completamente incapaci sia economicamente che a livello organizzativo, di costruire e gestire un’azienda: Stiamo parlando del classico imprenditore andato con le gambe all’aria e con un matrimonio rovinato alle spalle.
La maggior parte degli imprenditori seri rimasero invece in patria capendo che in Russia il momento non era ancora quello propizio, mentre chi non ebbe nulla da perdere tentò comunque questa strada tortuosa (stiamo parlando del periodo antecedente al default del 98 dovuto al crollo delle “tigri asiatiche”).
La frotta di pseudo-imprenditori dalle idee grandiose, in Russia non ebbe successo, occorre tener presente che si trattò per la maggior parte di persone di livello intellettuale medio basso, tanti dei quali tuttora (passato un decennio) non parlano il russo se non in maniera stentata.
Cos’è che li spinse dunque a migrare ad oriente? La Russia aprendosi al capitalismo, offrì una miriade d’opportunità, tutte occasioni che il russo stesso, arrivando da un sistema socialista, non riuscì ad afferrare al volo, trattandosi di meccanismi per lui estranei e insoliti, ma ben noti ad occidente, stiamo parlando del consumismo di massa, la grande distribuzione, il valore aggiunto nel servizio, speculazione, ecc.. oltre ai fattori che possiamo denominare di “potenzialità imprenditoriale”, ad attrarre gli italiani furono l’affabilità delle donne russe, ammaliate da un immaginario collettivo verso l’uomo italiano, che si dimostrò in seguito non corrispondere assolutamente al vero.

Premessa

Il parassita, essendo il primo tipo di italiano ad essere giunto in loco, è anche quello che vi è da più tempo, ragion per cui i nuovi arrivati in maniera quasi naturale vi si rivolgono per una consultazione in merito alla fattibilità dei propri progetti.
Chiaramente la “new entry” ha la convinzione che se qualcuno è in loco da lunga durata, dovrebbe per forza di cose aver acquisito del know-how di base per destreggiarsi alla meglio nella burocrazia russa o perlomeno nelle cose spicciole della quotidianità locale. Sarebbe anche vero se chi fosse qui da lunga durata, capisse il russo, leggesse il giornale e tenesse il polso costante della situazione inerente a ciò che lo circonda, purtroppo lo scenario non è di certo questo.
Immaginatevi quindi un Italiano che arriva in Russia e che in Italia non ha nulla da perdere (azienda propria, carriera, famiglia sana), viste anche tutte le donne che ci sono in loco, la tentazione a primo acchito è quella di rimanerci a vita e se in Italia si hanno delle rendite, meglio ancora! Se si tratta invece di possedimenti si possono anche vendere, ecc.. però a questo punto occorre realizzare una rendita fissa per campare.
Dato che il lavoro dipendente in Russia è mal retribuito, nasce spontanea l’idea di mettersi in proprio, cosa non del tutto semplice in territorio straniero, quindi o ci si affida a un partner russo, ma qui sorgerebbe il problema di comprensione dovuto alla lingua, oppure come sovente accade, ci si mette nelle mani del famigerato parassita.

Caratteri salienti

Il parassita essenzialmente è un inetto (essendo lo scarto della società occidentale), lo si trova rilegato a vivere con poche o nulle risorse economiche, il che lo porta ad escogitare sistemi per coadiuvare la propria sopravvivenza, tra i tanti, quello che riesce meglio è il fare da supporter ai nuovi arrivati che ben volentieri accettano aiuto in cambio di retribuzioni o il più delle volte di semplici “promesse”.

Adescaggio

Lo si incontra generalmente nei locali frequentati da italiani (va li a caccia di clientela), o viene presentato per interposta persona con ottime referenza (in questo caso se ve lo presenta un italiano state pure tranquilli, che anche lui ambisce a spartirsi la torta e comunque nell’affare avrà anche lui il proprio tornaconto facendo il modo che voi non lo sappiate!).

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